Immagine generata con intelligenza artificiale Avvocato per le successioni a Bologna: cosa serve e entro quando
È morto un parente e non sai da dove cominciare? Le scadenze non sono tutte uguali: alcune riguardano chi ha in mano i beni, altre tutti gli eredi. Questa pagina le mette in fila.
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Quattro cose da sapere, in ordine
Dopo la morte di un parente le scadenze non sono tutte uguali: alcune riguardano chi ha in mano i beni, altre tutti gli eredi.
Fonti: codice civile, artt. 485, 519 e 480; Agenzia delle Entrate, dichiarazione di successione. Ogni situazione ha dettagli propri, da valutare con l'avvocato.
Tre termini, spiegati a fianco
Le parole di una successione si incontrano tutte nelle prime settimane.
La apertura della successione è il momento da cui partono i termini. Chi vuole lasciare l'eredità deve fare una rinuncia nelle forme di legge. Per le imposte, si presenta una dichiarazione di successione.
Accettare con beneficio d'inventario
L'eredità può contenere anche debiti. La legge prevede un modo di accettare che tiene separati i beni del defunto dai tuoi.
- • Si può sempre accettare con beneficio d'inventario, anche se il testatore lo ha vietato (art. 470).
- • Chi accetta così non paga i debiti dell'eredità oltre il valore dei beni ricevuti (art. 490).
- • La dichiarazione si fa davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, ed è inserita nel registro delle successioni. Serve anche l'inventario (art. 484).
- • Le eredità che vanno a minori o a interdetti si accettano solo con beneficio d'inventario (art. 471).
Fonti: codice civile, artt. 470, 471, 484 e 490. Se conviene accettare, accettare così o rinunciare dipende dal caso: lo valuta l'avvocato.
Chi eredita, e in che parte
Quando il defunto non ha lasciato testamento, la legge dice chi sono gli eredi. Ecco i casi più comuni.
Fonti: codice civile, artt. 566, 570, 572, 581, 582, 583 e 586. La tabella riguarda solo la successione senza testamento.
Cosa avere sotto mano
Poche carte, e le date: nessuno si aspetta che tu abbia già tutto.
- • La data del decesso e un documento che la provi.
- • L'elenco, anche approssimativo, di conti, immobili e altri beni.
- • Eventuali testamenti o carte che parlano di lasciti.
- • Se hai già in mano chiavi o beni del defunto, dillo: conta per l'inventario.
Immagine generata con intelligenza artificiale
Immagine generata con intelligenza artificiale Come si divide un'eredità
Finché l'eredità non è divisa, i beni sono di tutti gli eredi insieme. Questi sono i passi che la legge prevede.
Fonti: codice civile, artt. 713 e 720; decreto legislativo 28/2010, art. 5, comma 1.
Domande frequenti
Risposte brevi: i dettagli, per il tuo caso, li dà l'avvocato.
No: puoi anche rinunciare, con una dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale (art. 519 del codice civile).
No. Non serve se l'eredità va al coniuge o a parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 euro e non ci sono immobili o diritti reali immobiliari (Agenzia delle Entrate).
Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni (art. 480 del codice civile). Ma se hai in mano i beni del defunto, l'inventario va fatto entro tre mesi.
Se accetti con beneficio d'inventario non paghi i debiti dell'eredità oltre il valore dei beni che ricevi (art. 490 del codice civile). La dichiarazione si fa davanti a un notaio o al cancelliere.
Lo stabilisce la legge: coniuge, figli, genitori, fratelli e altri parenti fino al sesto grado, in quote fissate dal codice civile (artt. 566, 570, 572 e 581-583). Se non c'è nessuno, l'eredità va allo Stato (art. 586).
Sì: per le liti su divisione e successioni ereditarie va tentata prima la mediazione (decreto legislativo 28/2010, art. 5, comma 1).
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